Si è concluso il ciclo di seminari 2024-25 promosso dalla Biblioteca dell’Area di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’iniziativa, anche per questa edizione, ha riscontrato il consenso del pubblico, documentato da una significativa partecipazione che ha fatto registrare complessivamente oltre 350 presenze. Il tema sviluppato, “La memoria dei luoghi”, ha focalizzato il paesaggio inteso come un immenso deposito di storie, risorse e identità specifiche, che si stratificano e consolidano come memoria individuale e collettiva e verso cui si proiettano le aspirazioni delle comunità.
A partire dal maggio dello scorso anno si sono svolti quattro seminari, caratterizzati da approcci interdisciplinari e rivolti sia all’utenza interna sia al più vasto pubblico, coinvolgendo nell’organizzazione diversi soggetti impegnati nella promozione culturale in Calabria e in ambito nazionale. I seminari hanno preso spunto da testi di recente pubblicazione, di cui si è voluta stimolare la lettura. Con questa iniziativa la Biblioteca ha partecipato alla campagna nazionale “Il maggio dei libri” 2024, promossa ogni anno dal CEPELL (“Centro per il libro e la lettura”, Istituto autonomo del Ministero della Cultura).
Il seminario inaugurale, svoltosi Giovedì 9 maggio 2024, ha avuto per titolo "Carta Natura e la geografia degli habitat in Calabria" ed è stato finalizzato a presentare il volume pubblicato dalla Regione Calabria sul tema, come prodotto di un progetto di ricerca che ha coinvolto, oltre al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria e l’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). “Carta Natura” è uno strumento previsto dalla “Legge quadro sulle aree protette” (L. n.394/91) che definisce i principi fondamentali per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette, ne istituisce l’elenco ufficiale e si pone come strumento per conoscere lo stato dell’ambiente naturale, evidenziando i valori naturali ed i profili di vulnerabilità. Al Seminario hanno partecipato i responsabili che hanno coordinato il progetto e redatto la monografia: Giovanni Aramini (Regione Calabria); Liliana Bernardo (Università della Calabria); Rosanna Augello (ISPRA); Giovanni Spampinato (Mediterranea di Reggio Calabria).
Venerdì 22 Novembre 2024 si è svolto il secondo seminario del ciclo, dal titolo “Territolio: Flos Olei, guida al mondo dell’extra vergine” nel corso del quale è stata presentata l’edizione 2025 di FLOS OLEI, l’autorevole guida dedicata alle aziende di produzione olearia di tutto il mondo e ai loro oli extravergine di oliva selezionati sulla base di un concorso internazionale coordinato da Marco Oreggia con la partecipazione di un panel di esperti assaggiatori. Il volume, pubblicato in diverse lingue, è un vero e proprio atlante olivicolo mondiale che recensisce 500 aziende d’eccellenza provenienti dai 5 continenti, per oltre 50 paesi. A ogni paese è dedicato, con il contributo di diversi esperti internazionali del settore, un testo introduttivo, corredato da mappe e immagini, con informazioni storiche e culturali, varietà di olive, zone olivetate, dati produttivi. All’incontro ha partecipato lo stesso Marco Oreggia, giornalista enogastronomico ed esperto assaggiatore, nonché co-autore della guida.
Il terzo seminario del ciclo si è svolto Mercoledì 4 dicembre 2024 e ha avuto come protagonista lo scrittore Carmine Abate che ha presentato il suo ultimo romanzo “L’olivo bianco”, edito da Aboca. Il seminario, avente per titolo “L’olivo bianco: storie di resistenza umana ed agraria in Calabria” si è svolto in forma di conversazione con l’Autore sui temi delle sue opere narrative più recenti: l’emigrazione e il ritorno nei luoghi d’origine, lo stupore per la natura e la difesa dei suoi spazi, l’aspirazione delle giovani generazioni a un futuro dove il nuovo non cancelli la memoria, le tradizioni e
le identità delle diverse appartenenze, la tenace resistenza delle piccole comunità nel presidio dei loro luoghi, con un’agricoltura condotta in modo paziente e amorevole, attenta alla conservazione della biodiversità.
Mercoledì 5 marzo 2025 si è svolto il seminario conclusivo, dal titolo “Il Giardino della Kolymbethra: agricoltura e archeologia nella valle dei Templi di Agrigento”. Giuseppe Lo Pilato ha raccontato la storia e gli aspetti tecnici del recupero del Giardino della Kolymbethra, di cui è stato tra i protagonisti e di cui oggi è curatore paesaggista: un luogo unico dove da 2500 anni l’insediamento umano si è è espresso con la creazione di un paesaggio agrario rigoglioso che si è integrato alla perfezione con i resti dell’antica Akragas e con i suoi templi di straordinaria bellezza. A ciò contribuì in modo cruciale la grande vasca realizzata nel 480 a.C. per captare le acque provenienti dal territorio circostante e garantire l’approvvigionamento idrico agli abitanti e le risorse irrigue per l’agricoltura, ponendo le condizioni per lo sviluppo di un florido giardino, ricco di colori e fragranze. Tra il XVIII e il XIX secolo i viaggiatori del Grand Tour lo descrissero come un eden, ma nel corso del Novecento subì un progressivo abbandono e solo recentemente, grazie all’iniziativa intrapresa da Giuseppe Barbera e Giuseppe Lo Pilato con il sostegno del FAI, è stato riportato all’antico splendore, divenendo un presidio di biodiversità e un prezioso laboratorio di agroecologia.
Per una descrizione più dettagliata delle iniziative si rimanda al rapporto (.pdf) allegato, contenente anche la documentazione grafica e fotografica degli eventi.
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